Rete Obiettivo
Borghi

Burano, dove il colore è parte della vita

3 minuti
Racconto e fotografie: un visitatore Cioletti Claudio
Burano
Burano, dove il colore è parte della vita Burano non ha bisogno di presentazioni grandiose. Basta entrare nelle sue calli e lasciare che siano i colori a parlare. Ma forse, per raccontarla davvero, bisogna cominciare ancora prima. Il pescatore che solca il sole È l’alba sulla laguna. Il sole è appena salito sull’orizzonte e una luce calda comincia a distendersi sull’acqua ancora quieta. Burano si sveglia, ma in laguna qualcuno è già al lavoro. Una piccola barca attraversa il riflesso del sole. È un pescatore che passa lentamente, lasciandosi alle spalle una scia che rompe per pochi istanti la superficie immobile dell’acqua. Sembra quasi solcare il sole. Prima che arrivino i visitatori, prima che le calli si riempiano e che le case colorate diventino protagoniste di migliaia di fotografie, esiste questa Burano: quella del mattino presto, della laguna, delle barche e di chi sull’acqua continua a lavorare.
Perché qui l’acqua non è soltanto paesaggio. È strada, lavoro e vita. Poi Burano si accende di colore Rosso, giallo, azzurro, verde, rosa: le case sembrano rincorrersi lungo i canali, ognuna con una propria identità. Ma dietro quelle facciate che hanno reso celebre l’isola c’è soprattutto un paese vero, fatto di porte, finestre, panni stesi al sole, biciclette lasciate lungo i muri e piccole barche ormeggiate a pochi passi da casa. Camminando per Burano si ha continuamente la sensazione che il confine tra strada e abitazione sia sottilissimo. Il canale passa davanti alla porta, la barca prende il posto dell’automobile e le fondamenta diventano luoghi d’incontro e di vita quotidiana. È facile fotografare Burano per i suoi colori. Più interessante è provare a guardare cosa accade dentro quei colori. Ci sono i segni di una comunità che per secoli ha vissuto in stretto rapporto con la laguna e con la pesca, in un territorio nel quale l’acqua non rappresenta semplicemente un panorama da osservare, ma una parte della vita di ogni giorno. E poi c’è la tradizione del merletto, profondamente legata alla storia dell’isola e alle generazioni di donne che ne hanno custodito la lavorazione. Oggi Burano è conosciuta in tutto il mondo ed è attraversata ogni giorno da visitatori alla ricerca della fotografia perfetta. Eppure basta allontanarsi di pochi metri dai percorsi più frequentati per ritrovare qualcosa di diverso: il silenzio di una calle, una finestra chiusa, il bucato che asciuga, una bicicletta appoggiata al muro, una barca che aspetta di tornare in laguna. Forse è proprio questo il modo migliore per raccontarla. Non soltanto Burano da vedere, ma Burano da vivere. Perché il colore non è soltanto ciò che colpisce lo sguardo. Dietro ogni facciata continua una storia quotidiana fatta di persone, acqua e gesti semplici. La stessa storia che, quando Burano ancora dorme, porta un pescatore ad attraversare la laguna mentre il sole sorge sull’acqua. Burano – Venezia, Veneto Raccontata attraverso l’obiettivo di chi ha camminato nelle sue calli e osservato la sua laguna, cercando non soltanto ciò che attira lo sguardo, ma ciò che racconta la vita del luogo.
Testo, racconto e informazioni editoriali pubblicati da Rete Obiettivo. Eventuali dati provenienti da servizi esterni saranno indicati con la relativa fonte.
Metti la tua firma sul racconto del tuo paese
Racconto e fotografie
chi vuole contribuire contatti i recapiti